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IMPLANTO-PROTESI

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Cos'è l'implanto-protesi?

L'Implantologia è quella branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire uno o più elementi dentari tramite l'utilizzo di impianti osteointegrati.

Gli impianti osteointegrati svolgono la funzione di vere e proprie radici artificiali sulle quali, attraverso diversi dispositivi, è possibile cementare o avvitare delle corone protesiche.
La protesi è invece la branca dell'odontoiatria che si occupa di sostituire, mediante manufatti artificiali, uno o più elementi dentari andati perduti, al fine di ripristinare l’integrità morfo-funzionale ed estetica della bocca.
L'implanto-protesi si occupa perciò delle riabilitazioni protesiche che ricorrono ad un supporto implantare.

Come avviene l'intervento di inserimento implantare?

Il trattamento convenzionale è suddiviso in due fasi chirurgiche realizzate in anestesia locale. L’inserimento degli impianti, 1° fase chirurgica, consiste nel posizionamento degli impianti in titanio nelle zone edentule delle ossa mascellari. Dopo l’inserimento i tessuti gengivali vengono suturati. I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-15 giorni.
Un periodo di guarigione di circa 3-6 mesi è necessario per ottenere la osteointegrazione dell’impianto. In casi particolari (rigenerativa ossea, inserimento di biomateriali, atrofie delle ossa mascellari) il tempo di guarigione può essere più lungo (8 mesi).
Dopo il periodo di guarigione, viene eseguita la 2° fase chirurgica. Con questo intervento gli impianti vengono connessi con pilastri di protesici provvisori in titanio e viene accertata la loro stabilità. I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni e la ricostruzione protesica può incominciare dopo circa 15 giorni.

L'osteointegrazione avviene sempre

Si tratta di terapie che consentono un elevato grado di successo, ma che possono avere alcune controindicazioni. Queste controindicazioni possono riguardare la quantità di osso disponibile, la presenza di malattie croniche o degenerative che sconsigliano l’uso di impianti o alcune abitudini come, per esempio, il fumo che riduce sensibilmente la percentuale di successo dell’implantologia orale.
L'osteointegrazione degli impianti avviene nella maggior parte dei casi. Studi internazionali, basati sulla valutazione scientifica e rigorosa di oltre 12.000.000 di impianti tipo Branemark posizionati in 3.500.000 pazienti e seguiti per un periodo di oltre 25 anni, hanno fornito percentuali medie di successo per ogni singolo impianto del 95%.
Le alte percentuali di successo a lungo termine sono subordinate al rispetto di un adeguato programma di controlli periodici (almeno semestrali) associati a sedute di Igiene Orale e ablazione del tartaro.
Le ricerche internazionali hanno dimostrato che i forti fumatori (oltre 10 sigarette al giorno) presentano percentuali di successo inferiori (80 - 85%). L'osteoporosi non rappresenta una controindicazione al trattamento con impianti: in questi pazienti le percentuali di successo della terapia non sono differenti rispetto ai pazienti non affetti da osteoporosi.
È però importante considerare che spesso l'osteoporosi viene trattata con dei farmaci (bifosfonati) che possono interferire con il processo di guarigione dopo trattamento con impianti; per questa ragione è molto importante dire al dentista il tipo di terapia seguita per i trattamento dell'osteoporosi.

Per tutti i pazienti la stessa soluzione?

Nel caso di una riabilitazione implanto-protesica, il progetto di ciò che è più opportuno fare per quel singolo paziente si chiama piano di trattamento. Per anni si è pensato che di fronte a qualsiasi situazione ci fosse un piano di trattamento “ideale”. Le eventuali scelte alternative a questo venivano considerate dei “compromessi”.
Si riteneva cioè che ci fossero dei criteri universali ideali tesi ad omologare tutti i pazienti, senza tenere in considerazione la specificità di ognuno. Pur sapendo che esistono dei parametri di funzionalità masticatoria da rispettare, oggi si tende invece a rimettere il soggetto-paziente al centro della nostra attenzione. Ci concentriamo perciò non solo sugli aspetti tecnici, ma sempre di più sulle reali necessità di ognuno. Il nostro obiettivo è quello di riabilitare le persone, non le bocche.

La riabilitazione deve tener conto dei desideri e delle priorità del paziente oltre che degli aspetti strettamente clinici

Nello stabilire il piano di trattamento il professionista ha diverse strade a disposizione, ma come si fa a sapere qual è la soluzione giusta per quel paziente in quella situazione? Sicuramente dovremo eseguire un’attenta valutazione biologica, medica, bio-meccanica ed estetica del caso, ma questo non basta. Oggi noi siamo convinti che bisogna dedicare tempo ed energie ad ascoltare e conoscere il paziente, sapere di cosa realmente lui ha bisogno ci aiuterà ad evitare di fare troppo o troppo poco, saper scegliere tra soluzioni molto complesse o troppo semplici. Dovremo quindi parlare con lui e scegliere insieme a lui ciò che per lui è la cosa giusta: quello sarà il piano di trattamento migliore.

Mantenimento dell'implanto-protesi

Il mantenimento degli impianti osteointegrati e della protesi sovrastante comporta una serie di misure igieniche eseguite dal paziente a domicilio e dal professionista durante le sedute di profilassi periodica. Lo scopo è quello di mantenere i tessuti periimplantari in uno stato di salute ed eventualmente di intervenire in fase precoce laddove ci fossero zone di infiammazione o cedimenti strutturali.
La frequenza delle sedute di profilassi periodica viene individualizzata in funzione dei fattori di rischio del paziente e della tipologia di protesi implantare, e varia dai 3 ai 6 mesi. E' importante che il paziente capisca come la protesi è costruita e quindi adegui gli strumenti e le manovre di igiene alla fisiologia della propria bocca.
Le visite di controllo periodiche e le sedute di igiene orale programmate sono fondamentali per il mantenimento a lungo termine delle riabilitazioni implantoprotesiche.
Gli strumenti indispensabili sono: spazzolino, scovolini, monociuffo, filo per impianti (postcare). Il paziente viene seguito ad intervalli regolari finchè non è in grado di essere autonomo. Si esegue la pulizia su impianti con spazzolini ed un prodotto specifico, in caso di presenza di tartaro si rimuove con strumenti in carbonio che non rigano il titanio e contemporaneamente l'igienista può controllare la fisionomia dei tessuti perimplantari e segnalare eventuali problematiche: mobilità, scorretta occlusione, infiammazione della mucosa perimplantare.
I depositi di placca batterica e tartaro possono causare infiammazione dei tessuti molli che circoscrivono l'impianto, situazione reversibile se presa in tempo, mentre se trascurata può far riassorbire l'osso peri-implantare (peri-implantite) fino alla perdita dell'impianto. L'indagine radiografica è raccomandata annualmente per i primi anni e in seguito secondo un programma individuale.

Agenesia dentale,

cause e trattamenti

Per agenesia dentale ci si riferisce all’assenza di denti che non si sono formati in bocca. Non si tratta quindi di una malattia, bensì di un’anomalia del numero di denti, e può interessare sia denti da latte che definitivi tra incisivi, denti del giudizio o premolari. L’agenesia non provoca dolore, ma deve essere comunque trattata, poiché in base al numero di denti mancanti si possono riscontrare delle conseguenze sulla crescita alveolare e degli effetti negativi sull’estetica del sorriso.

Agenesia dentale infantile

Come già accennato, questa condizione può interessare sia i denti decidui – denti da latte – sia quelli permanenti. Tuttavia, è più comune nei denti permanenti. In questo caso, l’agenesia viene rilevata quando il bambino inizia a cambiare i denti o dopo un esame radiologico (ortopanoramica) per assicurarsi che non si tratti di un dente incluso, ossia un dente che non è spuntato e che non è visibile ma che si è formato ed è rimasto all’interno dell’osso alveolare.

 

Ora analizziamo perché alcune persone hanno dei denti mancanti, e quali sono le soluzioni e i trattamenti a questo problema...

Le cause 

 Ad oggi non si conoscono ancora le esatte origini delle agenesie, ma nella maggior parte dei casi sono dovute a: 
  • Fattori genetici o ereditarietàÈ una delle cause più frequenti. In effetti l’agenesia di un dente si può trasmettere di generazione in generazione. Se sei a conoscenza di questo rischio dovresti informare il tuo dentista già nel corso del primo consulto. 
  • Alcuni trattamenti mediciAlcuni trattamenti particolarmente intesi come la chemioterapia possono essere responsabili di questo problema, soprattutto se vengono effettuati durante lo sviluppo della dentizione.   
  • Disturbi che vanno a colpire il fetoAlcuni disturbi come una carenza di vitamina D, un’infezione o un forte trauma emotivo possono causare l’assenza della formazione del germe dentario nel feto.  
  • Evoluzione: l’agenesia dei denti del giudizio sta diventando sempre più comune ed è semplicemente dovuta all’evoluzione umana. Le nostre mascelle si sono rimpicciolite nel tempo e questo significa che abbiamo spazio per meno denti.

Quali sono i trattamenti disponibili?

Fino a quando il bambino non ha terminato lo sviluppo non può ricevere un impianto. Se il dente mancante è un premolare si cercherà di conservare il dente da latte il più a lungo possibile, in modo da mantenere lo spazio tra i denti e conservare l’osso. In questo modo terminata la crescita (circa18 anni) si potrà installare un impianto

Se il dente mancante è un incisivo occorre agire in modo diverso. In questo caso il dente da latte non può sostituire un dente definitivo poiché ha dimensioni e colore molto diversi, e occorre installare un ponte, in modo da conservare lo spazio che permetterà di fissare un impianto dentale una volta terminata la fase di sviluppo del bambino. 

Un’altra solzuione possibile è quella di applicare l’apparecchio ortodontco fisso con uno dei seguenti due obiettivi:

  • creare uno spazio sufficiente all’installazione di un impianto o di una protesi in una seconda fase,
  • avvicinare i denti per chiudere gli spazi.

Denti del giudizio

Il 25 % della popolazione presenta un’agenesia dei denti del giudizio. Non si tratta assolutamente di una condizione di cui preoccuparsi. Il dentista effettuerà una radiografia panoramica per accertarsi che effettivamente non siano presenti i denti del giudizio.

 

In conclusione, se ti accorgi che i denti da latte del tuo bambino non cadono, o se non vengono sostituiti dai denti definitivi, consulta il tuo dentista. Dopo aver esaminato la radiografia potrà consigliare il trattamento più giusto.

Alle persone in età adulta di solito viene consigliata l’installazione di un impianto dentale, alle volte dopo allineamento con terapia ortodontica fissa.


 

Urgenze

Lo staff sarà sempre a disposizione dei nostri pazienti, compreso nei fine settimana, nei periodi festivi e giorni in cui lo studio non esercita normale attività.

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I denti e la loro funzione:

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